L’Angelo di Browning

by Marco Tornar

guercino angelo custode 1641 fano sant'agostinoUna mattina d’aprile giunsi a Fano e chiesi a un bar la direzione del centro; percorsi via Nolfi, tra antiche case rosse nella luce bianca; sostai davanti alle arche dei Malatesta e arrivato in piazza entrai nel palazzo dei signori di un tempo, oggi sede della Pinacoteca comunale…
Una sera di luglio del 1848 Robert Browning e sua moglie Elizabeth Barrett Browning lasciarono Casa Guidi a Firenze per “un belgiro” fino a Fano sulla costa adriatica, secondo la guida Murray “una deliziosa residenza estiva per una famiglia inglese”. Lacoppia vi trascorse tre giorni, poi andò ad Ancona. In agosto, tornata col marito a Firenze, Elizabeth scrisse a un’amica:
“Murray, il traditore, ci ha spediti a Fano, e abbiamo trovato il posto inabitabile per il caldo, la vegetazione inaridita, la stessa aria che sveniva al sole, l’aspetto tetro degli abitanti sufficientemente avvalorante il loro asserire che lì durante l’estate mai cade goccia di pioggia o di rugiada. Una “biblioteca circolante” che non distribuisce libri, e una “società italiana raffinata e intellettuale” che mai legge un libro da cima a fondo, completano i vantaggi del posto, eppure le chiese sono belle, e una pittura divina del Guercino merita tutta quella strada per andare a vederla”.
La barista alzò un sopracciglio come domanda di dove fosse la chiesa di S. Agostino — idem con unpassante che scosse la testa, quasi fosse sospetto volersi recare nel luogo ispiratore di una delle più belle poesie inglesi dell’Ottocento, scritta in Italia su una “divina pittura” italiana. Il Guercino dipinse L’angelo custode (178 x 292) nel 1641. Tre volte i Browning si recarono in S. Agostino per contemplare il quadro, trasferito in pinacoteca dopo la guerra. La tenerezza dei colori magnifica la purezza del tema: un angelo dallo sguardo in alto mentre tiene unite continua su Abruzzo Letterario, n. 1, gennaio-marzo 2012

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