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La propria dimensione spirituale si coniuga con la volontà di Comunicare valori ed emozioni che trovano dimora nel nostro linguaggio quotidiano o intellettuale. Tornar riversa nei suoi romanzi questo forte legame con vite vissute alla ricerca di comprensione del proprio stato intuitivo in assonanza con un sentimeno universale di grande nobiltà spirituale. La sensibilità senza tempo di questo nostro scrittore incontra la forza di personaggi vissuti in altri tempi ma sempre presenti, per aiutarci a trovare la strada di nuovo ordine interiore. C’è chi tra di noi riesce a cogliere il senso profondo di queste vite che mai come oggi risuonano nei monumenti abbandonati dalla nostra cecità. Se il nuovo paradigma culturale che coinvolge scienziati e ricercatori sta trovando ragione nella Mente Rinnovata di una nuova coscienza collettiva, anche la letteratura, con la penna di Marco Tornar, dà spazio e voce a questo nuovo anelito.

«Era lei. La vivace eroina di un’epoca fuori moda, sul punto di tramontare per sempre […]. Le sue dita carezzavano il calamaio, fece svagata: “Con questo Shelley scrisse molte delle sue poesie”. […] Recitò piano: “Guida i miei pensieri morti al di là dell’universo/ come foglie appassite per darmi una nuova nascita!…”» (Tornar, Claire Cliarmont).

La possibilità di scegliere un nuovo tipo di cultura, ascoltando voci di un Passato che mai come oggi possiamo ripensare, respira nei testi germogliati dal lavoro di uno studioso aperto come Tornar, osservatore delle relazioni interpersonali, dell’ecologia, delle ingiustizie della politica e della pochezza delle Istituzioni, con un senso puro di solidarietà e compassione.

«Blanche l’ha colta proprio mentre si muove come una carnosa odalisca, stordita dai pesanti profumi dell’harem… L’oggetto che ha in mano è uno specchio, uno dei suoi tanti – un piccolo specchio dalla cornice dorata, preso a volo con estro – grazie a uno specchietto d’oro un momento di vita, quell’istante, è stato fermato per sempre, compreso il bagliore mandato dalla superficie riflettente, un bagliore puro sotto cui forse si nasconde il riflesso tra il futuro e il passato…» (Tornar, Nello specchio di Mabel).

 

SANTA SUNNIVA e gli uomini di Selje (Solfanelli, Chieti 2015)

Sonetti d’Amor SacroPresentazione di Francesco Marroni (Tabula Fati, 2013)

Lo splendore dell’aquila nell’oro. L’Italia di Enrico VII di Lussemburgo (Tabula Fati, 2013)

Vernon Lee, Antichi giardini italiani, traduzione di Marco Tornar, presentazione di E. Macellari (Tabula Fati, 2013)

Kate Field, Gli estremi si incontrano, traduzione e presentazione di Marco Tornar (Tabula Fati2012)

Henry James, Lady Barberina, traduzione e presentazione di Sandro Naglia e Marco Tornar (Solfanelli, Chieti 2011)

Francesca Alexander, La storia di Ida, traduzione e presentazione di Marco Tornar (Tabula Fati, 2011)

Nello specchio di Mabel. Gli anni fiorentini di Mabel Dodge Luhan (Edizioni Tracce, Pescara 2011)

Allegra per sempre (Tabula Fati, 2011)

Claire Clairmont (Solfanelli, Chieti 2010)

Niente più che l’amore (Sperling & Kupfer, Milano 2004)

Errando di notte in luoghi solitari (Quaderni del Battello Ebbro, Porretta Terme 2000)

La scelta (Jaca Book, Milano 1996)

Rituali marginali (Bastogi, Foggia 1985)

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