la storia di Ida

Francesca Alexander la storia di idaCentoventotto anni dopo la prima edizione inglese, era doveroso sottrarre all’oblio una scrittrice americana di cui perfino il nome — Francesca, scelto da Ruskin al posto di  Esther Frances — vibra della nostra più accesa e emozionante tradizione.

Francesca Alexander è nata a Boston nel 1837 ed è morta a Firenze nel 1917. Ha pubblicato: The Story of Ida: Epitaph on an Etruscan Tomb, George Allen, Kent 1883 (subito seguito da due edizioni newyorkesi e una bostoniana); Roadside Songs of Tuscany, George Allen, Sunnyside, Orpington, Kent 1885; Christ’s Folk in the Apennines, Wiley & Sons, New York 1888; Tuscan Songs, Houghton, Mifflin & Co., Boston 1897; Hidden Servants, Little, Brown & Co., Boston 1900.     Nel Fine Arts Department della Boston Public Library è conservata un’opera ancora inedita. Firmandosi “Fratello” Ruskin ha intrattenuto un folto carteggio con lei e sua madre Lucia, che si firmavano rispettivamente “Sorella” e “Mammina”. Nell’aprile del 1983 presso la Jeffrey Alan Gallery di New York si è tenuta una mostra dei suoi disegni: “A Special Exhibition – Pen and Ink Drawings”. Riposa al Cimitero degli Allori di Firenze, accanto alla madre.

 

storiadiidaFrancesca Alexander, La storia di Ida 
traduzione e presentazione di Marco Tornar (Solfanelli, 2011)
Vai al sito di Solfanelli Editore

Largamente apprezzata da quando, sul finire dell’Ottocento, pubblicò nel mondo anglosassone una meravigliosa raccolta di 122 disegni e i suoi scritti – fra cui La storia di Ida – Francesca Alexander è del tutto ignota al pubblico italiano. È vissuta per sessantaquattro anni a Firenze, dov’è morta e dove è ambientato questo struggente racconto della forte fede religiosa di una ragazza fiorentina tanto bella, e piena di nobiltà d’animo, quanto ferita da uno sfortunato amore.
Nella narrazione degli ultimi anni di vita della cattolicissima Ida, la Alexander dimostra un’originale maestria stilistica unita a un profondo richiamo per quelle luci spirituali ravvisabili anche nella più cruda quotidianità. L’azione procede per scarti minimi – è lo specchio di quella stessa vasta opera di carità effettivamente svolta dalla scrittrice a favore dei poveri e degli umili.
«Dai fiori studiati da Leonardo in poi — scrisse Ruskin — non c’è memoria di disegni pari a quelli di Francesca, per delicatezza e forza, per verità e rispetto che viene dalla verità…» Allo stesso modo solo Manzoni, da noi, si è spinto così incisivamente nel cuore sacro della prosa.
Centoventotto anni dopo la prima edizione inglese, era doveroso sottrarre all’oblio una scrittrice americana di cui perfino il nome — Francesca, scelto da Ruskin al posto di Esther Frances — vibra della nostra più accesa e emozionante tradizione.

  • Facebook
  • Twitter
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS
  • Print