Sulla Madonnina di Francesca Alexander

by Marco Tornar

madonnina francesca alexander Fu la nobiltà con cui il duomo di Teramo apparve, come svoltai sul corso, a suggerire che la mia speranza si sarebbe avverata: accedere a una lettera della bostoniana Francesca Alexander (1837-1917) alla nostra corregionale Giannina Milli (1825-1888) e a una rara fotografia della mittente. Conoscere il dott. Ponziani è di gran conforto per il ricercatore di memorie – la sapienza con cui dirige la biblioteca “Delfico” – dove è conservato il “Fondo Milli” – testimoniata dall’efficienza del centro culturale. D’altra parte solo la città della ghimberga – vera porta abruzzese del genio settentrionale – poteva sorprendere con la traccia di un’anglo-fiorentina di cent’anni fa. Ero mal informato, le lettere di Francesca alla Milli si rivelarono duecento – forte l’emozione dopo che ricevetti il permesso di visionarle.
“Mia cara Giannina – scriveva l’autrice della “Storia di Ida” nel luglio 1866 – come mi va via la penna quando scrivo a lei!”. Da Boston nell’aprile 1868: “Il tuo viso per me come il sole della primavera”. Sempre in italiano nel febbraio 1877: “La veduta poi dal mio giardino è magnifica: vedo il Duomo col Campanile, S. Lorenzo, La Badia, il Bargello e S. Maria Novella con tutta la Piazza Vecchia; e poi, nella campagna, Monte Morello e tutte l’altre montagne quasi in fin all’Abetone”.
Fu la teramana Milli – che nella sua vita errante abitò anche a Firenze in via dell’Amorino – a trovare per gli Alexander quella che fu la residenza definitiva, al 21 di piazza S. Maria Novella. Dopo che il papà pittore Francis morì, continua su Abruzzo Letterario, n. 2, aprile-giugno 2012, pp. 14-15

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